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Nuova stagione: due parole su questo nuovo inizio 5 gennaio 2012

Posted by edrev in Basket.
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La stagione NBA è finalmente ricominciata il giorno di natale e su una cosa siamo tutti d’accordo: sarà una stagione strana. Le squadre hanno iniziato praticamente senza preparazione, il calendario è massacrante, ed a questo punto è molto difficile fare previsioni, considerato anche il fatto che diverse trade potranno essere fatte prima della death line (il lockout ha bloccato la prima parte di stagione, la preparazione ma anche gran parte del mercato estivo).

Vediamo però di fare una carrellata veloce rischiando di dire autentiche stupidaggini, partendo dalla Eastern Conference:

i Miami Heat non sono cambiati, praticamente stesso roster e la stessa difesa, probabilmente gli stessi problemi offensivi quando la palla pesa. La stagione è iniziata con Lebron in post basso, tanto contropiede, attacco spumeggiante e tutti pronti per la parata. Contro Atlanta sono tornati i vecchi problemi, palla a Lebron fermo in punta e tutto l’attacco che aspetta di vedere cosa farà, e chiaramente è arrivata la prima sconfitta. Come al solito nel momento del bisogno Bosh è in bagno, e l’unico con le palle resta Wade. Nonostante questo sono la più seria candidata a Est per la finale, anche perché sotto di loro si apre il vuoto…

i Celtics sono sempre più vecchi, bisognerà sempre ripassare da Boston per vincere ma ogni anno è sempre più difficile e sembra essersi consolidata l’idea di non rinnovare e di portare i Big 3 fino a fine carriera. Mai sottovalutare i Celtics ma quest’anno sarà molto complicato… (continua…)

Shaq a Boston 6 agosto 2010

Posted by edrev in Basket.
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Fin dal suo primo giorno in NBA Shaq ha stupito, per il suo gioco, il suo carisma e le sue scelta. Ora forse nell’ultima free agency della sua vita, alle porte dei 40 anni torna a stupire il mondo scegliendo i Celtics. Evidentemente “the most dominant ever” ha ancora degli estimatori e a Boston pensano che abbia ancora qualcosa da dare. Lo penso anche io, ma pagherei tutti i miei soldi per vedere di persona come si svilupperà giorno per giorno il rapporto O’Neil-Garnett… Roba da diventare matti!

Paul in partenza? 24 luglio 2010

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La Free Agency è agli sgoccioli anche perchè i pezzi pregiati se ne sono già andati, ma le sorprese non sono certo finite. In primo luogo Matt Barnes sembra avere raggiunto un accordo con i Lakers, che dopo l’aggiunta di Blake e il rinnovo di Fisher si assicurano un altro pezzo per il loro puzzle; lo squadrone che si profila potrebbe non avere precedenti… Come per altro non ha precedenti quello che è successo a Miami.

Ma veniamo al motivo vero del post: sembra che Chris Paul abbia chiesto in maniera non ufficiale di essere ceduto. Di ufficiale c’è solo un meeting con la dirigenza in schedule per questa settimana, ma tutti i segnali dimostrano che il divorzio è vicino. Paul non è free agent, quindi si parla di scambio e sembra abbia fatto presente di gradire soprattutto Knicks e Magic. Ovviamente sogno che venga ai Knicks, Paul è un giocatore che ha dimostrato di poter portare una squadra al titolo e con lui si farebbe il salto di qualità. I Magic sicuramente hanno più da offrire in termini di materiale umano per lo scambio, NY non vedo come potrebbe mettere in piedi una trade senza toccare Gallinari e Chandler… Forse sacrificando il neo acquisto Felton si può cominciare una trattativa, sicuramente complicata.

Entrambi i contesti si addicono particolarmente a Paul, i 2 sistemi di gioco sono simili tra loro e simili a quello dei Suns, e Paul è il giocatore con caratteristiche molto vicine a quelle di Nash. Il resto è tutto da valutare ed è ancora troppo presto.

Personalmente non ho molta affinità con i giocatori che chiedono di essere ceduti, ma con Paul il discorso è diverso: è arrivato a un passo dalla finale di conference, dando la netta sensazione di poter arrivare fino in fondo nel 2008, da quel punto in poi la dirigenza ha incominciato a smantellare la squadra, senza mezzi termini, per cercare di risparmiare il più possibile. Se hai una mentalità vincente e giochi in una squadra che ne è priva è ovvio che non ti senti a tuo agio.

Ecco almeno qui mi sento di escludere che vada a Miami…

Aggiornamenti dal mercato 14 luglio 2010

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Dopo la grande delusione LeBron sono rimasto un po’ indietro. Ecco qualche aggiornamento importante:

  • Fisher resta ai Lakers nonostante abbia ricevuto un’offerta importante (2 milioni in più) dagli Heat. Un campione lo è dentro e fuori dal campo.
  • I Knicks hanno firmato Raymond Felton, point guard da Charlotte che a mio parere ben si addice al sistema di D’Antoni. Del resto a North Carolina giocava un sistema simile. Il passaggio dal “Play the right way” di Coach Brown al “Caos organizzato” dei D’Antoni speriamo non sia troppo traumatico
  • Ilgauskas abbandona Cleveland e segue LeBron a Miami. Stessa scelta, abbandonare la propria squadra per cercare di vincere l’anello…. Ecco a 35 anni e dopo 12 anni di carriera NBA ha più senso.
  • Jermaine O’Neal si è unito ai Boston Celtics, l’anno scorso sembrava un ex-giocatore, ma dicono che il trainer dei Celtics faccia miracoli…
  • Al Jefferson sostituirà Carlos Boozer ai Jazz. Grande acquisizione, se è in salute Jefferson è uno dei migliori giocatori di post basso in circolazione.
  • Ora voci ancora non confermate: Mike Miller avrebbe raggiunto un accordo di massima con gli Heat che dovrebbe essere ufficializzato a breve, LeBron ha già dato il benvenuto a Miller su Twitter.

Considerazioni sulla scelta di James 9 luglio 2010

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Come promesso ecco un paio riflessioni sulla scelta di LeBron, che non nascondo mi ha molto deluso.

Capisco l’amicizia che lega queste 3 star, ma non credo che sia una motivazione di quello che è successo negli ultimi giorni… Wade è la stella dei Miami Heat e ha rifirmato con la squadra per cui ha sempre giocato, visto anche l’arrivo di rinforzi di lusso; non ci trovo nulla di strano, anzi è la scelta più logica.

Personalmente Bosh non lo ritengo una superstar di primissimo livello, lo inquadro come un giocatore troppo forte per essere a tutti gli effetti solo un secondo violino, ma non ha abbastanza carattere per essere il primo. La sua scelta di firmare per una squadra e accettare il ruolo di seconda punta ci sta tutta la vita, un po’ come quella di Gasol quando è arrivato ai Lakers, ci sono molte similitudini tra i due secondo me.

Quello che non capisco, o meglio non approvo è la scelta di LeBron. Lui è forse la il giocatore più grande dell’NBA in questo momento, e lo show pagliacciata (in senso buono) di ieri sera lo dimostra, e in passato ha dimostrato di avere la stoffa per arrivare in fondo, senza riuscirci per una serie di motivi che ora sarebbe troppo lungo analizzare. Capisco la scelta di non restare a Cleveland, ad un certo punto ti puoi accorgere che in una squadra non puoi vincere, è un discorso che ho già affrontato più volte, Bryant e Jordan non avrebbero vinto in qualsiasi squadra e contesto tecnico. Ok non resti a Cleveland, e magari passi a una squadra già di un certo livello, pronto per vincere subito, con contesti tecnici differenti… Ma andare a dividere il proscenio con personalità dello stesso livello non è una scelta da NBA. O meglio è una scelta che fai a 30 anni inoltrati quando non riuscito a vincere nulla, come Garnett e cerchi una squadra con altre stelle per portare a casa l’anello. Ma non a 25 anni. Cavolo devi ancora cominciare. Chicago aveva talento in quantità, Rose e Boozer, i Bulls con LeBron sarebbero stati pronti subito a epiche sfide con Miami. Anche NY aveva margine per vincere subito, e in queste 2 squadre LeBron non avrebbe dovuto dividere la scena come dovrà fare a Miami. Anche se vinceranno 10 titoli di fila nei prossimi 10 anni sarà ricordato sempre come il giocatore che si è arreso a 25 anni. Le parole del presidente dei Cavs, montate da un po’ troppo astio, per certi versi sono corrette: “He quit”. Poi ha aggiunto cose poco carine e meno ispirate come il fatto che abbia giocato volontariamente al di sotto delle proprie possibilità contro i Celtics, che non condivido.

Ma il concetto è questo. LeBron ha fatto una scelta. E’ ovvio che nessuno può vincere da solo, e gli anni di Bryant pre-Gasol lo dimostrano. Ma si Può vincere come leader della squadra. I veri vincenti fanno così, e se per motivi che magari non dipendono da loro non ce la fanno (Garnett, Malone, ecc…) nella parte finale della carriera accettano di dividere le luci della ribalta. Ma nessuno a 25 anni.

Poi ho seguito con attenzione l’intervista e non mi è piaciuto l’atteggiamento nei confronti della città di Cleveland. Si, belle parole, ringraziamento ai Fans, sarà sempre la mia casa… Ma mi hanno dato la sensazione di parole artificiali, niente di paragonabile alle lacrime di Iverson quando lasciò per la prima volta Phila, o, per rimanere più vicini a noi, quelle di Pozzecco nella conferenza stampa con cui annunciò il divorzio da Varese. Si presume che per un ragazzo di Akron, draftato magicamente dalla squadra del suo stato, lasciare questa squadra generi quanto meno dei sentimenti forti.

Basta tutto qui.

LeBron ha scelto Miami 9 luglio 2010

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Pochi minuti fa in diretta nazionale LeBron James ha annunciato che giocherà per i Miami Heat. La scelta mi lascia un senso di profonda delusione, non necessariamente legata al fatto che non ha scelto i Knicks. Magari nei prossimi post proverò a spiegarmi.

Il futuro di LeBron in diretta TV 8 luglio 2010

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E questo penso lo sappiate tutti. Stanotte LeBron annuncerà su ESPN in diretta tv la squadra in cui giocherà la prossima stagione e per i prossimi 5-6 anni.

Quello che forse non sapete è che chi ha sky potrà vedere la conferenza in diretta su ESPN America (canale 214).

Sul sito di ESPN America hanno confermato la trasmissione, io sto sveglio, voi fate come volete, poi se all’ultimo non lo mostrano pazienza.

Bosh e Wade a Miami 8 luglio 2010

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Allora ieri grandi novità:

  • Partiamo piano: Ray Allen si unisce a Paul Pierce e rifirma per Boston… come vi dicevo niente rivoluzione ai Celtics.
  • Carlos Boozer è il primo colpo di mercato dei Bulls. Sicuramente giocatore di talento, darà a Chicago produttività offensiva da parte del settore lunghi, cosa di cui negli ultimi anni hanno avuto molto bisogno. Il giocatore a me non piace, difficile caratterialmente, non molto leale, e soprattutto pessimo difensore. Però è un discreto inizio per costruire una squadra competitiva.
  • Miami cala l’asso le la regina… Rifirma Wade (l’asso) e ingaggia Bosh (la regina, parafrasando le parole di Shaq di qualche tempo fa). Wade l’aveva detto, sarebbe rimasto solo con un grande rinforzo, con un’altra star. Ed ecco fatto. Personalmente non amo Bosh, non penso che abbia la stoffa per fare la prima punta come era a Toronto, ma da secondo violino potrebbe trovare la sua dimensione. Comunque grande colpo di Miami.

Ora resta da capire cosa farà LeBron che lo annuncerà sembra stasera… Ragionevolmente le mete possibili sono 3: Cleveland, dove la squadra è già competitiva, ma non hanno spazio per ingaggiare altri free agent di levello, per rinforzarsi dovrebbero scambiare nella prossima fase di mercato; Chicago, che con l’arrivo di Boozer, ma soprattutto con la presenza di Rose sarebbe, inserito LeBron, supercompetitiva; New York che ora con l’acquisto di Stoudemire comincia a essere appetibile…

La notizia della destinazione di LeBron concluderà di fatto la prima fase del mercato, aprendo la caccia al rinforzo economico. Ci saranno sicuramente molte squadre deluse…

Stoudemire ai Knicks 6 luglio 2010

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Primo grande colpo del mercato, i NY Knicks hanno ingaggiato Stoudemire per 5 anni e circa 100 millioni di dollari. Questo è il primo pezzo del mercato di NY, che si persume essere ancora molto lungo. Stoudemire è sicuramente un attaccante straordinario, fuori dal comune, ma è un giocatore che mi lascia qualche perplessità: rimango dubbioso sul livello della suo applicazione mentale, che spesso si vede nella metà campo difensiva. C’è da dire che le cose migliori della sua carriera le ha fatte vedere sotto D’Antoni, uomo di cui, per inciso 2 anni fa ha chiesto la testa… Questa è una delle mille storie NBA. Una cosa è certa: urge l’addizione di un playmaker, perchè Stoudemire ha sempre giocato con Steve Nash e molte delle sue fortune derivano da un Pick & Roll devastante. Al momento ai Knicks non c’è nessuno che può costruire un qualcosa di simile. Per questo se i Knicks vogliono diventare una contender in un paio d’anni, devono assolutamente fare altri acquisti, soprattutto nella posizione di Point Guard.

L’arrivo di Stoudemire mi fa pensare che i giorni di David Lee a NY possono essere contati… Mi spiacerebbe, Lee mi piace molto, ma non sono sicuro che per il gioco di D’Antoni i 2 possano convivere, e sono troppo forti per essere uno la riserva dell’altro. C’è da dire che sono entrambi lunghi atipici, bisogna vedere quali sono le idee di Mike ma in passato ha dimostrato di gradire molto la strutturazione con Stoudemire da centro e 4 piccoli atipici. Penso che l’idea di D’Antoni sia: Stoudemire da centro, un Playmaker a costruire gioco, e 3 giocatori alla Gallinari, totalmente interscambiabili come guardia, ala piccola e ala grande. Questo può funzionare se il Playmaker è di livello, spero sia possibile ma la vedo dura… l’idea può facilmente diventare 4 giocatori atipici interscambiabili, giocando cosi senza Play… questo mi piacerebbe decisamente meno. Il progetto potrebbe essere anche costruire una squadra il più possibile competitiva per poi l’anno prossimo andare da Chris Paul e dire:”Con te siamo da titolo, vieni?”. E a quel punto sarebbero davvero da titolo… Però la squadra deve arrivare minimo ai playoff l’anno prossimo, la città non accetterebbe un’altra stagione perdente come quella passata.

Non penso sia realistica l’idea di prendere un altra superstar quest’anno: Bosh non servirebbe, Wade e LeBron sembrano irraggiungibili, anche se con l’arrivo di Stoudemire il panorama sembra più appetibile.

Ora i Knicks possono hanno 3 pezzi di una squadra competitiva: Stoudemire, Chandler e Gallinari. Vedremo come completeranno il Puzzle.

Joe Johnson resta ad Atlanta 5 luglio 2010

Posted by edrev in Basket.
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Contratto da 6 anni al massimo salariale. Peccato JJ mi è sempre piaciuto e l’avrei visto benissimo a NY dove avrebbe ritrovato D’Antoni. Pazienza.

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